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Coronavirus, sospesi ogni celebrazione pubblica e ogni obbligo di assolvere al precetto festivo

Mercoledi’ giornata di digiuno e preghiera con questa esplicita intenzione: chiedere l’aiuto al Signore

Carissimi,

in comunione con tutti i Vescovi della nostra nazione italiana, accogliendo l’ultimo decreto del Governo emanato domenica 8 marzo (articolo 2 – lettera v) stabilisco

– che vengano sospese le celebrazioni liturgiche, ogni evento religioso – ovvero la celebrazione con il popolo della Santa Messa sia feriale che festiva, le esequie, la Via Crucis, le processioni e ogni esercizio di pietà con concorso di popolo – da oggi sino a nuove indicazioni (attualmente il decreto è in vigore fino al 3 aprile).

– Per la celebrazione delle esequie, alla presenza dei familiari più stretti, sono consentiti i riti di benedizione della salma nella cappella del cimitero o nell’obitorio o nella casa del defunto, assolutamente e sempre rispettando le richieste condizioni di sicurezza già comunicate con mia lettera del 5 marzo. La Santa Messa di suffragio sarà celebrata al termine delle disposizioni in vigore.

– Non si può celebrare in Chiesa il rito di benedizione della salma onde evitare il concorso di popolo.

– Le Chiese restino aperte per la preghiera personale.

– Si garantiscono il Viatico ai moribondi, i sacramenti della Riconciliazione e dell’Unzione degli Infermi rispettando le dovute precauzioni.

Pertanto da domenica pomeriggio 8 marzo ogni celebrazione pubblica viene sospesa e al contempo ogni obbligo di assolvere al precetto festivo.
Raccomando la preghiera personale in questo tempo di misteriosa prova, al quale il nostro popolo è sottoposto. Invito i fedeli della Diocesi a vivere mercoledì 11 marzo una giornata di digiuno e di preghiera con questa esplicita intenzione: chiedere l’aiuto al Signore. Pregheremo per quanti sono contagiati e per il personale sanitario e per le nostre comunità perché l’impegno straordinario che ci viene chiesto in questa Quaresima porti a una conversione del cuore e a riscoprire il tesoro dell’Eucarestia e della Chiesa come popolo di Dio. Abbiamo cura e non trascuriamo gli anziani e i deboli delle nostre case.

Ci affidiamo a Maria, nostra Madre e Salute degli infermi, ai santi nostri avvocati.

Giuseppe Schillavi, Vescovo di Lamezia Terme

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