Storia

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Marcellinara è un comune di 2.278 abitanti nella provincia di Catanzaro. Si estende su una superficie di 20 km², sorge alle pendici del Monte di Tiriolo e scende a balzi verso la depressione più profonda del rilievo calabrese detta Gola di Marcellinara o anche Garrupa, ad un’altitudine di 221 m s.l.m. A sud del paese si trova la Sella di Marcellinara, il punto più basso e più stretto dell’Appennino calabrese (250 m): in corrispondenza dell’istmo di Marcellinara, il mar Ionio e il mar Tirreno distano appena 30 km. Grazie a questa sua posizione, dal paese e dalle colline circostanti, è possibile godere di uno straordinario panorama; le dolci alture, punteggiate da maestose querce e ricoperte da secolari oliveti, degradano a est verso il mar Ionio e ad ovest verso il Tirreno, svelando un paesaggio naturale di rara bellezza. Nelle giornate limpide è possibile scorgere all’orizzonte la sagoma della più alta delle isole Eolie: il vulcano Stromboli, circondato dalle isole più piccole.

Le origini di Marcellinara sono ancora avvolte nel mistero.
Una tradizione vuole che sia stata fondata durante la guerra dei vespri siciliani; un’altra vuole che, distrutta Omelea, antico nome del paese, i superstiti costruirono l’abitato chiamandolo “Marcellus in ara”, ossia Marcello sacrificato sull’altare, donde Marcellinara in onore e ricordo di un vescovo Marcello martirizzato durante le invasioni dei Saraceni. Probabilmente ci si riferisce a una delle tante incursioni saracene sulle coste calabresi, e in particolare a quella avvenuta nei primi anni del secondo millennio, allorquando gli invasori, salpati presso il Golfo di S. Eufemia, fecero razzia di una città posta in quel punto (l’odierna Nicastro, inglobata nell’attuale Lamezia Terme), e da lì presero a perseguitare la popolazione, che fuggì con il suo vescovo nella direzione opposta. Quindi Marcellinara sarebbe stato il luogo dell’uccisione del vescovo Marcello oppure quello in cui i suoi fedeli trovarono stabile rifugio dopo che questi era stato già martirizzato.

Infine un’altra tradizione vuole che Marcellinara sia sorta sulle rovine di un’antichissima città bruzia edificata dai Greci.

Certo è che Marcellinara era un piccolo casale che nel periodo angioino-aragonese faceva parte del complesso feudale dei Ruffo di Calabria, conti di Catanzaro. Poi nel 1445 Alfonso I d’Aragona la elevò a feudo, concedendola a Niccolò Sanseverino. Da questo punto fino ai primi del ‘900 e oltre la storia di Marcellinara si lega indissolubilmente a quella della famiglia Sanseverino.

Secondo la tradizione San Francesco di Paola avrebbe alloggiato nel palazzo dei Baroni al tempo del suo viaggio in Sicilia e durante il suo soggiorno avrebbe predetto che il ramo dei Sanseverino di Marcellinara sarebbe stato l’unico della casata a sopravvivere nei secoli. Ad accreditare la sosta di S. Francesco a Marcellinara potrebbe essere un suo ritratto, che gli stessi Sanseverino gli avrebbero fatto allora eseguire, probabilmente da un pittore locale, per conservare un ricordo del suo passaggio. Il ritratto, che presenta il Santo sulla cinquantina, è ora custodito nel palazzo baronale sito in Piazza F. Scerbo.

Il centro storico originario, che secondo i documenti dell’epoca doveva contare numerose chiese, fu distrutto dal terribile terremoto che nel 1783 sconvolse tutta la Calabria.

Oggi vi sono solo due Chiese. Nel centro storico del paese, vi è la piccola ma curata chiesa di San Nicola (sec. XVII) che è sede dell’antica “Congregazione dell’Immacolata”; nella piazza principale, vi è la chiesa matrice dedicata a Maria SS. Assunta (sec. XV). La navata centrale fu affrescata nel XIX secolo dal pittore Francesco Colelli. Sul portale bronzeo d’ingresso, opera moderna, sono raffigurate alcune scene della storia del paese.

Dall’ 1 Settembre 2011 è parroco di Marcellinara Don Osvaldo Gatto. Nella comunità parrocchiale operano numerosi gruppi di laici che rendono testimonianza di fede cristiana: il Consiglio Affari Economici, il Consiglio Pastorale Parrocchiale, il Gruppo Catechesi, la Caritas, il Gruppo ministranti, l’ Oratorio, la Schola Cantorum, il Gruppo liturgico, il Gruppo di preghiera “La casa del Padre”, la Congregazione dell’Immacolata, il Comitato S. Francesco, l’ Associazione Sportiva Dilettantistica “Oratorio Don Bosco”. Ognuno vive la propria missione secondo il proprio carisma, sempre impegnati per l’unità, la comunione e il bene dell’unica chiesa di Cristo.

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